Malasanità: come far valere i propri diritti e ottenere un risarcimento
di Redazione
25/04/2022
La malasanità è un tema che tiene banco nel nostro paese. La percezione è infatti quella di un Sistema Sanitario in difficoltà, che fa fatica - per varie ragioni - a compiere il suo dovere, con tutto ciò che ne consegue per il servizio reso ai cittadini. I dati sono contrastanti in quanto, se da un lato la nostra sanità è riconosciuta come una delle migliori al mondo, dall’altro i numeri sui casi di malasanità, analizzati dalla prospettiva del paziente, pongono in essere qualche dubbio.
Ecco, dunque, che aspirare a un risarcimento, se ci si sente vittima di un errore, è una conseguenza quasi fisiologica. Tuttavia, il rapporto tra malasanità risarcimento e possibilità di ottenere una soddisfazione economica, è regolato da dinamiche complesse, spesso tutt’altro che intuitive. Qui di seguito approfondiamo l’argomento.
I numeri della malasanità
Secondo le statistiche ufficiali, le cause attualmente pendenti riguardanti la malasanità, ovvero intentate dai cittadini nei confronti di un ospedale, di una struttura sanitaria o di personale medico sono ben 320mila. Ogni anno, si aggiungono ben 34mila denunce. Sono numeri oggettivamente enormi, a tal punto che, se tutte le denunce portassero realmente a un risarcimento, servirebbero ben 2 miliardi di euro all’anno per soddisfarle. In Europa, sia chiaro, non va meglio. Addirittura, il 23% degli europei dichiara di essere stato vittima di errori medici, di almeno un caso di malasanità. In generale, il 70% dichiara di temere che vengano prescritte terapie - specie farmacologiche - errate. Questo studio, va detto, è stato condotto su 5000 persone, ma il campione è stato ben selezionato, e ciò rende le risultanze piuttosto attendibili.Quando si ottiene un risarcimento
Nello specifico, quando si ottiene un risarcimento? Quali sono le condizioni? Quali sono i casi più frequenti che generano in una richiesta di risarcimento? Rispondiamo in primis a quest’ultima domanda.- Infezione ospedaliera. E’ purtroppo un caso frequente. L’infezione ospedaliera può essere una fatalità che non dipende dal chirurgo e dal personale medico. Tuttavia, può essere cagionata da un’errata sterilizzazione degli strumenti. E’ proprio in questo caso che le possibilità di ottenere un risarcimento sono maggiori.
- Diagnosi errata o tardiva. Altra eventualità tutt’altro che scontata. Ovviamente, non basta una diagnosi errata per giustificare un risarcimento. Piuttosto, si deve dimostrare che lo specialista fosse nelle condizioni di giungere alla diagnosi corretta e non lo ha fatto.
- Somministrazione di sangue infetto. E’ un errore materiale che ha ben pochi scusanti, dunque è uno dei casi più emblematici di richiesta di risarcimento.
- Errore materiale nell’esecuzione degli interventi chirurgici. Altro errore che ha ben poche scusanti e poche giustificazioni. Certo, vista la natura specialistica dell’attività, è abbastanza difficile da dimostrare.
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