Dati commercio

Export Sardegna, prima grazie a + 47% di prodotti petroliferi

"Guardiamo a questi dati con moderato ottimismo", commenta a caldo il presidente di Confindustria Sardegna, Alberto Scanu, conscio del fatto che il boom dei primi sei mesi dell'anno non riflette una crescita reale dell'economia nell'isola.

Cagliari, 13 set. - La Sardegna con un incremento di ben il 47,5%, e' la regione che ha registrato, secondo gli ultimi dati Istat, il balzo piu' rilevante nelle esportazioni nei primi sei mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2016. E' aumentato del 37,4% l'export verso i Paesi Ue e del 55,4% quello verso l'area extra Ue. Una lettura piu' attenta dei dati induce, pero', a frenare l'entusiasmo: nell'isola un aumento del 49,7% riguarda i prodotti petroliferi raffinati, settore che da sempre traina le esportazioni dalla Sardegna, grazie soprattutto alla presenza della raffineria Saras di Sarroch (Cagliari). Non stupisce, quindi, che fra le province con le migliori performance del semestre figuri Cagliari con +48,8%, dove si trova anche il Porto Canale, scalo di transhipment dove arriva anche merce proveniente da altri Paesi.
   "Guardiamo a questi dati con moderato ottimismo", commenta a caldo il presidente di Confindustria Sardegna, Alberto Scanu, conscio del fatto che il boom dei primi sei mesi dell'anno non riflette una crescita reale dell'economia nell'isola. "L'aumento delle esportazioni di prodotti petroliferi raffinati si deve per il 90% a un'unica azienda del territorio che sta affrontando un periodo positivo, cosa di cui dobbiamo essere soddisfatti. Ora ci aspettiamo i risultati degli investimenti delle aziende isolane sulla digitalizzazione e sull'industria 4.0".
Scanu si sofferma, invece, sull'incremento del 28% registrato dalle esportazioni dei prodotti dell'agricoltura ("uno dei settori core della Sardegna"), della silvicoltura e della pesca. "Un aumento che in valore assoluto varra' qualche milione di euro, ma almeno ci fa intravvedere una piccola luce in fondo al tunnel, che dobbiamo ancora percorrere tutto", sintetizza il presidente di Confindustria. "Continuiamo a importare l'80% dei prodotti agricoli che consumiamo. Non siamo ancora abbastanza competitivi, percio' abbiamo difficolta' a esportare. E siccome non siamo una regione esportatrice qualsiasi incremento diventa rilevante. Abbiamo assistito a qualche segnale di ripresa, ma aspettiamo ancora di vedere risultati".
"I dati Istat ci confortano: anche l'economia della Sardegna sta uscendo dalla crisi. Cio' e' dimostrato dal fatto che oltre ad aumentare l'esportazione di prodotti petroliferi, c'e' un dato positivo sulle attivita' di cave e miniere, sull'export di prodotti chimici, prodotti metalliferi e sulle voci collegate all'impiantistica industriale", osserva l'assessora dell'Industria, della Regione Sardegna, Maria Grazia Piras. L'export di mezzi di trasporto, probabilmente piccole imbarcazioni, risulta in crescita di quasi il 300%, quello di metalli di base e prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti), registra un +70,6%, dati che, per una valutazione adeguata, bisognerebbe confrontare con alte cifre, come, per esempio gli incrementi del valore assoluto, come evidenzia il vicepresidente della Regione e assessore al Bilancio e Programmazione, Raffaele Paci. "Senz'altro l'aumento dell'export dei prodotti petroliferi", aggiunge Paci, "va letto alla luce delle oscillazioni del prezzo del petrolio. In ogni caso questi dati ci mostrano che c'e' una dinamica positiva in corso anche in altri settori economici dell'isola, a cominciare dall'agricoltura, oltre che in comparti di nicchia. La Regione ha molto investito sui programmi per favorire la competitivita' delle aziende sarde all'estero e continuera' a farlo".
   "Per quanto riguarda l'export dell'agro industria, il cui valore assoluto e' ancora basso, e' ancora troppo presto per valutare gli effetti delle politiche di internazionalizzazione intraprese da questa Giunta", evidenzia l'assessora dell'Industria Piras. "Come assessorato dell'Industria nel 2015 abbiamo varato un Programma triennale da 22 milioni di euro destinato a sostenere la penetrazione commerciale all'estero di imprese singole, reti di imprese e associazioni di categoria, favorire la formazione degli export manager e organizzare missioni istituzionali nei paesi obiettivo. I piani export delle imprese finanziati dal nostro Assessorato stanno iniziando in questo periodo, proprio quando la domanda internazionale sta crescendo. Direi che e' il momento piu' opportuno".

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