Radio Alter On the Road

Cetra e musica liturgica in Sardegna: conversando con Stefano Di Pea

La cetra si colloca sicuramente tra gli strumenti che al primo suono ti fa ricordare una liturgia, una preghiera, un senso di raccolta in meditazione. Il suo suono è da sempre sinonimo di leggerezza e di ricerca della beatitudine.

Radio Alter on the Road Communications ha voluto incontrare i maestri del corso di cetra svoltosi a Laconi , presso l’Oasi Francesca, negli ultimi giorni del mese di luglio. Questo antichissimo strumento che gli archeologi ne fanno risalire la nascita a circa 5000 anni fa, fa pensare alla sua creazione tanto antica quanto lo è la scrittura. La cetra in diverse forme era conosciuta sia nel mondo mesopotamico, Assiro Babilonese, greco ed antico Egitto. Nella tradizione ebraica e nei testi sacri vengono addirittura delineati i modi di accompagnamento dei salmi, disposizione del coro e degli altri strumenti, ma senza che oggi ne conosciamo alcuna partitura di come dovevano essere eseguiti e fossero cantatati i canti. Riscoprire l’uso di questo strumento fabbricato in Italia dal costruttore Luca Panetti, tra i pochissimi in Europa che si possono contare tra le dita, che ha rivoluzionato e riportato in vita questo antichissimo strumento, fa si che stia nascendo in Italia e in Francia una nuova “rivoluzione” e riscoperta del riportare in vita e nel mondo musicale l’uso della cetra.

 

Cos'è la musica? La vibrazione nell'aria di un suono soave, che arriva diretto al cuore e ti fa arrivare un brivido in tutto il corpo. Poco importa quale sia lo strumento che provoca queste vibrazioni positive negli esseri viventi, se il suono che ne scaturisce è una vibrazione che noi chiamiamo musica.

Ognuno di noi ha nel proprio essere, uno strumento che crea un senso di pace interiore; chi preferisce il suono di un pianoforte, chi quello di un'arpa e chi quello di una percussione. Tutti ad ogni modo rispondono a determinati richiami sonori.

La cetra si colloca sicuramente tra gli strumenti che al primo suono ti fa ricordare una liturgia, una preghiera, un senso di raccolta in meditazione. Il suo suono è da sempre sinonimo di leggerezza e di ricerca della beatitudine.

Antonio Piludu

 

Portare l’insegnamento della “Cetra” in tutta Italia come è nata questo impegno?

Tutto è nato per caso. È nato dall’esigenza delle comunità religiose e monastiche che volevano imparare a suonare la cetra, questo strumento millenario antico eppure modernissimo perché ha solo cinquant’anni di vita e quindi noi come “ Associazione Il Mondo della Cetra e Synesio” andiamo in tutta Italia. E ci invitano! E adesso qui in Sardegna per la prima volta da voi.

Con il maestro Massimo Encidi, con il quale avete fatto anche delle pubblicazioni musicali, per avvicinare anche al mondo della musica teoretica.

Si la nostra ambizione è quella promuovere questo strumento in un contesto liturgico ma anche avvicinare persone che sono totalmente digiune di musica e che quindi non hanno mai letto un rigo musicale e non sanno riconoscere una nota e aiutarle ad entrare nel mondo della musica, diciamo, attraverso una porta più semplice, perché la cetra ci è di grande aiuto. Non sarebbe possibile fare un corso di quattro giorni solamente ed imparare a suonare uno strumento. Nessuno strumento lo permette. Questo strumento, per come è concepito, permette di studiare e di imparare a suonarlo in pochissime ore. Ora questa è un po’ la nostra missione.

Tu hai scritto anche delle pubblicazioni sui monasteri in Italia. Sicuramente è stata una ricerca non solo storica ma anche faticosa e sincretica perché contemporaneamente devi informarti nel momento. Come è stato questo lavoro del ricercare che richiede un’indagine storica ed archivistica impressionante.

Più che storico ed archivistico l’ambizione di questi libri, pubblicati con la San Paolo, è quello di offrire un vademecum una guida che abbini certamente la parte storica ed archivistica, ma a questa aggiunga l’aspetto più fruibile oggi. Molti oggi fanno vacanze nei monasteri perché trovano lì delle oasi di pace, oasi di tranquillità, dove centrarsi sull’unico necessario. E quindi abbiamo pubblicato ed io periodicamente ogni tre o quattro pubblico questa guida in aggiornamento alle precedenti per sapere appunto quale tipo di ospitalità viene offerta da queste comunità monastiche e claustrali. Luoghi che ovviamente hanno una bellezza straordinaria.

Paradiso terrestre?

Assolutamente si.

Questa esperienza in Sardegna?

Questa esperienza in Sardegna è stata fantastica. Non eravamo mai stati in Sardegna. Io personalmente non ero mai venuto sull’isola e c’è stata una risposta veramente entusiastica . Questo anno 2017 il corso più partecipato è stato proprio quello della Sardegna. Hanno partecipato le persone più diverse di provenienze diverse, ma anche persone giovani e persone avanti con gli anni ed anche consacrati , laici, sacerdoti, ecc.

Chissà se un domani nascerà un incontro della cetra con le launeddas e i canti a tenores

Abbiamo scoperto, ed io ammetto di essere di grande ignoranza, che effettivamente in Sardegna c’è una ricchezza delle tradizioni musicali isolane incredibile e che la cetra forse potrebbe scoprire nuove strade di incontro. Se faremo un convegno, come diciamo da tanti anni, che raggruppi tutti i gruppi i cetristi italiani, la Sardegna effettivamente potrebbe essere un luogo fecondo e propizio.

 

di Paula Pitzalis e Antonio Piludu

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