LIBRI

Serramanna, Giovanni Impastato presenta Oltre i cento passi

L'incontro nell'Ex mattatoio Comunale, in via Parrocchia

Il coraggio e la battaglia di Peppino Impastato, giornalista ucciso dalla mafia nel 1978, e la situazione attuale delle mafie - e delle antimafie - in Italia sono alcuni dei temi che verranno affrontati oggi, mercoledì 26 luglio alle ore 19,30, nel corso della presentazione del libro "Oltre i Cento Passi" di Giovanni Impastato (fratello di Peppino Impastato).
L'incontro, al quale parteciperanno lo stesso autore e Antonio Deiola, è promosso dall'amministrazione Comunale di Serramanna in collaborazione con la Biblioteca Gramsciana di Ales e sarà ospitato nella corte interna dell'Ex mattatoio Comunale, in via Parrocchia, a Serramanna.

Peppino scuote la Sicilia denunciando i reati della mafia e l'omertà dei suoi compaesani. Una voce talmente potente che poco più di un anno dopo, la notte tra l'8 e il 9 maggio, viene fatta tacere per sempre. Ma pure questo è uno degli errori della mafia: pensare corto. Perché, anche se non era scontato, la voce di Peppino da allora non ha mai smesso di parlare, di lottare per la dignità delle persone, di illuminare la strada (Oltre i cento passi).

Un reading letterario e musicale a cura del Progetto Giovani "Serramanna.Zero" accompagnerà la presentazione.

L'autore Giovanni Impastato, nato a Cinisi nel 1953, è fratello minore di Peppino, ucciso dalla mafia nel 1978. Ha raccolto la sua eredità e portato avanti la lotta che il fratello aveva cominciato a intraprendere. È tra i fondatori di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, impegnata nella sensibilizzazione e nel contrasto alla criminalità organizzata. La sua voce accorata e sincera racconta il conflitto di chi ha vissuto la mafia e l'antimafia all'interno delle mura domestiche, e la successiva battaglia nel nome della legalità e della verità.

Il libro
È la primavera del 1977 quando Peppino Impastato, insieme a un gruppo di amici, inaugura Radio Aut, una radio libera nel vero senso della parola. Da Cinisi, feudo del boss Tano Badalamenti, e dall'interno di una famiglia mafiosa, Peppino scuote la Sicilia denunciando i reati della mafia e l'omertà dei suoi compaesani. Una voce talmente potente che poco più di un anno dopo, la notte tra l'8 e il 9 maggio, viene fatta tacere per sempre. Ma pure questo è uno degli errori della mafia: pensare corto. Perché, anche se non era scontato, la voce di Peppino da allora non ha mai smesso di parlare, di lottare per la dignità delle persone, di illuminare la strada. È una strada lunga, se si pensa che ancora oggi chi ha depistato le indagini sull'omicidio di Peppino ha fatto carriera, mentre chi invocava la verità non c'è più. Ma è una strada percorsa ormai da migliaia di persone. Per la prima volta, Giovanni, fratello di Peppino, che ne ha raccolto il testimone, fa il punto della situazione delle mafie - e delle antimafie - in Italia, dall'osservatorio di Casa Memoria e del Centro Impastato, da quarant'anni in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata.

Ingresso libero.

 

di Deborah Succa

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