Reportage

Incidenti stradali: +4,6% mortali nei primi sei mesi

Nei primi sei mesi di quest'anno, secondo quanto rilevato da Polizia di Stato e Carabinieri, i sinistri con esito mortale sono cresciuti del 4,6%

Torna a crescere in Italia il numero delle vittime di incidente stradale. Nei primi sei mesi di quest'anno, secondo quanto rilevato da Polizia di Stato e Carabinieri, i sinistri con esito mortale sono cresciuti del 4,6% (da 695 a 727) rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Sono alcuni dei dati resi noti in occasione di un convegno sugli effetti della legge sull'omicidio stradale, in svolgimento a Roma. "In termini assoluti - ha spiegato Giuseppe Bisogno, direttore del Servizio di Polizia stradale - sono 55 morti in più (da 745 a 800, ndr), un saldo che preoccupa anche perché al dato andrà sommato quello delle vittime degli incidenti rilevati dalle polizie locali, il cui trend di solito corrisponde a quello di Polizia e Carabinieri.
Dal 2001 all'anno scorso- ha ricordato Bisogno - i morti sulle strade erano sempre andati diminuendo, con la sola eccezione del 2015 (quando i morti furono 3.428, numero sceso a 3.270 nel 2016, ndr). Il rischio, assolutamente da scongiurare, è che si torni sui livelli di due anni fa".
Nei primi sei mesi di quest'anno il numero complessivo degli incidenti - rispetto allo stesso periodo del 2016 - è diminuito del 3,2%, da 36.615 a 35.444 ma il numero delle vittime (anche per effetto di diversi sinistri plurimortali, a partire da quello del bus ungherese sull'A4 in gennaio) è salito del 7,4%.
In calo anche il numero dei feriti, del 6% (da 24.634 a 23.158) e quello degli incidenti con soli danni a cose (-1%, da 19.762 a 19.571).

"La crescita del numero di vittime a causa di incidenti stradali conferma che la sola attività di repressione non serve e che il reato di omicidio stradale, come affermiamo da due anni, da solo non e' sufficiente". Ad affermarlo è Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil. "Nel periodo attuale - spiega Tissone - anche alla luce dell'innovazione legislativa che prevede l'introduzione di nuove infrazioni e reati come nel caso di fuga del conducente, prelievi coattivi e misure sempre più severe, la Polizia stradale si presenta sul territorio nazionale con una carenza di organico significativa, circa 100 unità in meno, e con un'età media che si avvicina ai 50 anni, con sempre minori presidi sul territorio e con una generalizzata carenza di mezzi e strutture. Carenze che oggi vengono sopperite, almeno in parte, solo grazie alla straordinaria professionalita' e abnegazione delle donne e degli uomini della Specialità".
Secondo Tissone, "vanno altresì implementate quelle tecnologie che, con l' utilizzo dei comuni pc, sostituiscano i classici tavoli da disegno tecnico sui quali si realizzano i lucidi delle planimetrie inerenti il campo del sinistro. Telemetrie fotografiche a parte, auspicabili ma ancora sostituibili con le apparecchiature fotografiche esistenti, occorre puntare su di una formazione del personale sempre più assidua e attenta, rinnovando e innovando, in tempi rapidi, tecnologie e materiali esistenti al fine di alleggerire il lavoro degli operatori accelerando le pratiche inerenti il sinistro e offrendo, livelli di precisione sempre più elevati nel campo dei rilievi".

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