Sanità

Cagliari: centri riabilitativi, cambiano i requisiti

“La nostra regione – afferma Arru - presenta una densità di popolazione pari a 69 abitanti per chilometro quadrato, meno di un terzo di quella rilevata nel resto d’Italia (pari a 212 abitanti per chilometro quadrato). Con le regole attuali, che prevedono parametri per l’accesso alle strutture e, quindi, di personale, abbiamo registrato le difficoltà in molte aree ad aprire o mantenere in piedi simili attività..."

Cagliari: dalla Regione arriva una rivoluzione per quanto riguarda i requisiti minimi autorizzativi per l'esercizio delle attività di riabilitazione.
I vecchi standard, fissati da una delibera del 2010, tenevano conto di parametri che non sono adeguati alla situazione demografica isolana e l'assessore Arru, tenendo conto di questo ha proposto delle modifiche.
“La nostra regione – afferma Arru - presenta una densità di popolazione pari a 69 abitanti per chilometro quadrato, meno di un terzo di quella rilevata nel resto d’Italia (pari a 212 abitanti per chilometro quadrato). Con le regole attuali, che prevedono parametri per l’accesso alle strutture e, quindi, di personale, abbiamo registrato le difficoltà in molte aree ad aprire o mantenere in piedi simili attività. Questo ora accade in particolare nelle zone rurali e con più importante dispersione demografica, sia per la carenza di strutture in genere che per la difficoltà nel raggiungimento dei servizi ospedalieri e/o territoriali esistenti, spesso ubicati a una distanza e/o tempo di percorrenza dal domicilio dei pazienti che ne limitano l’effettiva accessibilità”.

In particolar modo di vanno a modificare quelle che sono le regole peri centri diurni a valenza socio-riabilitativa per persone con disabilità in situazione di gravità; i centri di riabilitazione globale diurna per persone con disabilità fisica, psichica e sensoriale; i presidi di riabilitazione globale a ciclo continuativo per disabilità fisica, psichica e sensoriale; i presidio residenziale a valenza socio riabilitativa.

Si passa quindi dai 20 accessi minimi giornalieri a 12 pazienti. Modifiche applicabili sin da subito per le strutture socio sanitarie di Riabilitazione Territoriale esisenti e che sono già accreditate e inserite in un elenco regionale e/o in possesso dell’autorizzazione alla realizzazione, per quelle richiedenti la rimodulazione delle attività e/o il trasferimento in altre sedi operative e nei confronti delle nuove strutture richiedenti eventuali nuove autorizzazioni all’esercizio e/o dell’accreditamento.

di ANTONIO PILUDU